Aprile 17, 2026

Transazioni fiscali senza indugi

Italia Oggi - Marcello Pollio, Angelo Sica - Pag. 17

L’Agenzia delle Entrate, nella bozza di circolare messa in pubblica consultazione l’altro ieri,  fornisce tempi e modalità sulla conciliazione giudiziale con i contribuenti. Dal documento emerge che chi prima presenta la transazione erariale prevista dall’articolo 23, comma 2, del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, prima riuscirà ad ottenere l’accordo con l’Amministrazione finanziaria. I chiarimenti del Fisco arrivano in un contesto in evoluzione: nel 2026 la composizione negoziata registra già 39 accordi fiscali conclusi, rispetto ai soli 3 perfezionati a fine 2025, dato che evidenzia un cambio di prospettiva culturale e un approccio più pragmatico da parte del Fisco. Sul piano procedurale, la circolare sottolinea come, nel rispetto dei principi che ispirano il procedimento di Cnc, la proposta di accordo transattivo debba essere presentata con congruo anticipo rispetto al termine di scadenza delle trattative indicato dal legislatore (180 giorni, prorogabili di ulteriori 180 giorni).

Aprile 17, 2026

Iva, la giustizia Ue ci ripensa

Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 19

Possibile dietrofront sulla retroattività della detrazione. Con la decisione del 26 marzo 2026, C-167/26 RX la Corte di giustizia Ue, ravvisando la sussistenza di ‘gravi rischi che l’unità o la coerenza del diritto dell’Ue siano compromesse’ ha deliberato la revisione della recente sentenza con la quale il Tribunale distaccandosi da una precedente pronuncia della Corte, ha stabilito che il diritto alla detrazione può essere esercitato con riferimento al periodo fiscale in cui è sorto, anche se la fattura del fornitore è stata ricevuta in un periodo successivo. Nel 2004 la Corte aveva stabilito che la detrazione spetta solo quando operazione e fattura coesistono nello stesso periodo. Il Tribunale ha invece ammesso la detrazione nel periodo di esigibilità dell’imposta, anche con fattura ricevuta dopo. Questa interpretazione ha sollevato critiche per contrasto con la precedente giurisprudenza. Negare la retroattività, per il Tribunale, violerebbe neutralità e proporzionalità dell’Iva. La Corte aveva già escluso tale violazione. La parola al riesame.

Aprile 17, 2026

Conferimento elusivo

Italia Oggi - Alberto Renda, Gianluca Stancati - Pag. 20

Una complessa operazione societaria realizzata con versamenti in conto futuro aumento di capitale a beneficio di società controllate e successivo rientro delle somme attraverso la distribuzione di poste disponibili può configurare una fattispecie elusiva. L’abuso del diritto si ricollega alla strumentalizzazione di tali atti in senso distorsivo rispetto alla loro finalità naturale. La concatenazione di eventi avvalora la circostanza che, in luogo di una patrimonializzazione di medio-lungo periodo, nella sostanza, si è di fronte ad un finanziamento suscettibile di restituzione, con la conseguente omessa tassazione dei relativi interessi. Stante l’irretroattività dell’art. 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente, la sterilizzazione delle condotte elusive può comunque essere operata in ragione della previgente disciplina. Le misure sanzionatorie sono applicabili e presuppongono un comportamento cosciente e volontario. Così si è espressa la Cassazione nella sentenza n. 8285 depositata lo scorso 2 aprile. 

Aprile 17, 2026

No al ricorso sul rifiuto di compensare

Italia Oggi - Emilio de Santis - Pag. 20

Non è ammissibile il ricorso tributario per il caso del rifiuto alla proposta di compensazione ex art. 28 ter del Dpr 602/1973 notificato al contribuente tra un suo credito d’imposta e un debito iscritto a ruolo. A stabilirlo è la Corte di giustizia tributaria di Chieti con la sentenza n. 27/2026. Respinto il ricorso del contribuente avverso la compensazione, da lui non accettata, di un suo debito verso l’agente della riscossione con il suo credito Irpef da lavoro dipendente. Per il contribuente i crediti dell’erario iscritti nei suoi confronti erano prescritti. L’Agenzia delle Entrate aveva obiettato che gli articoli 19 e 21 del Dlgs 546/92 non prevedevano la fattispecie oggetto del ricorso e che non erano decorsi i termini di prescrizione dei crediti vantati dall’Erario. I giudici teatini hanno dato ragione al Fisco sostenendo che non è possibile sottoporre a revisione i crediti per il tramite del rifiuto a compensare.

Aprile 17, 2026

Cartelle esattoriali, più informazioni o il recupero è nullo

Italia Oggi - Angelo Lucarella - Pag. 20

La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 8467 del 23 gennaio 2026, depositata lo scorso 4 aprile, ha affermato che la cartella di pagamento (notificata dal 1°giugno 2008) deve contenere l’indicazione del nominativo sia del responsabile del procedimento di emissione e notificazione e di chi ha fatto l’iscrizione a ruolo. I giudici della Suprema corte hanno ritenuto affetto da nullità la cartella di pagamento per il recupero della ex Ici che, invece, sia la Corte tributaria di Agrigento di primo grado che la Corte tributaria di secondo grado della Sicilia avevano ritenuto valida. La Cassazione specifica che la nullità agisce per effetto dell’articolo 36, comma 4-ter, del Dl 248/2007, in quanto detta norma, successivamente abrogata, prescriveva espressamente l’obbligo di informazione relativo a chi fosse il responsabile dell’emissione del ruolo oltre a quello di emissione e notifica della cartella. 

Aprile 17, 2026

Verifica in sede lunga ma valida

Italia Oggi - Benito Fuoco - Pag. 21

Nella sentenza n. 1749/2026, depositata lo scorso 26 gennaio, la Corte di cassazione, sezione civile tributaria, ha stabilito che la violazione del termine di permanenza presso la sede del contribuente stabilito dalla norma, mancandone una previsione legislativa specifica, non comporta l’invalidità dell’avviso di accertamento né l’inutilizzabilità delle prove raccolte. Tale termine si riferisce ai giorni di effettiva attività lavorativa svolta e non è condizionato dalla tipologia dei contribuenti. La pronuncia dei giudici di legittimità tratta, tra gli altri, il tema della violazione dei termini di permanenza presso la sede del contribuente stabilita dall’articolo 12, comma 5, della legge n. 212/2000 in una misura massima di 30 giorni. 

Aprile 17, 2026

Addizionale comunale Irpef, giochi fatti

Italia Oggi - Ilaria Accardi - Pag. 21

Lo scorso 15 aprile è scaduto il termine fissato per i comuni per definire le aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef per il 2026. I comuni possono determinare anche per il 2028 aliquote differenziate dell’addizionale comunale all’Irpef sulla base dei 4 scaglioni di reddito previgenti alle modifiche delle norme dell’Irpef. Il termine per definire la disciplina dell’addizionale comunale è stato prorogato, per i soli comuni, dall’articolo 1, comma 650, della legge di Bilancio n. 199/2025, che ha modificato l’articolo 1 della legge n. 207/2024 che aveva tracciato le linee per garantire la coerenza della disciplina dell’addizionale comunale con la nuova articolazione degli scaglioni Irpef. Il 15 aprile era dunque il termine entro il quale i comuni dovevano adottare le delibere con le quali adeguare gli scaglioni e le aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef per i 2026, ai 3 scaglioni Irpef che sono stati stabiliti dalle modifiche della legge di Bilancio 2024. 

Le rassegne e il calendario fiscale sono un prodotto Metaping - Servizi per Commercialisti, Avvocati e Ordini Professionali